Ministero Salute 04/11/2021: commercializzazione carne coccodrillo.

Una nota del Ministero della Salute (04 Novembre 2021), in riferimento a diversi nuovi Regolamenti UE, ha dato il via libera alla commercializzazione della carne di coccodrillo in Italia, per il momento si tratta di quelli appartenenti alla specie Crocodylus nilotikus.

Indipendentemente da tutte le considerazioni etiche o animaliste in materia, il fine di questo articolo è esclusivamente quello di evidenziarne le proprietà nutrizionali o gli eventuali rischi derivanti dalla sua consumazione, senza la volontà di incoraggiare o scoraggiare il lettore alla sua consumazione.

Amatissima in Australia, Sud Africa e nel sud degli Stati Uniti, esportata e apprezzata in quasi tutta Europa già da anni, fino a poco fa la carne di coccodrillo in Italia era tabù: una legge del 1972 imponeva che l’animale fosse importato vivo e poi macellato ma poi nel 2008 il ministero della Salute ne aveva bloccato l’import.

In Zimbabwe si mangia regolarmente ma da quando sono arrivate le aziende straniere a occuparsi dell’allevamento e della produzione i prezzi sono saliti parecchio – fino a 150 euro al chilo – e ora il coccodrillo è considerato un cibo “da ricchi”.

Chi lo ha consumato trova difficile descrivere il sapore di questo alimento: non è né carne né pesce. Il gusto è dolce, simile a quello del pesce o del gamberetto, ma la consistenza si avvicina a quella del pollo. Di colore chiaro, le sue carni sono estremamente proteiche e magre, con poco colesterolo e ricche di Omega 3, 6 e 9.

La carne di questo rettile inoltre è una fonte di vitamina B12, che aumenta l’attività dei leucociti, rafforza il sistema immunitario e garantisce un più completo assorbimento dell’ossigeno da parte delle cellule del corpo.

Non ho a disposizione fonti ufficiali e attendibili infine ma pare che la cartilagine di coccodrillo sia nota anche per i suoi effetti antiartritici e anticancerogeni.

Per quanto riguarda i rischi derivanti invece dalla consumazione di queste carni, diciamo che sono per lo più legati al rischio di tipo microbiologico, come però lo sono sostanzialmente tutte le carni e tutti gli alimenti in genere. Come riporta la stessa nota ministeriale, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha individuato i possibili pericoli derivanti dal consumo della carne di rettili e nei Regolamenti UE 2015/1375 e 2073/2005 ha incluso queste carni per la ricerca della Trichinella e della Salmonella. Sono stati inoltre introdotti nel Regolamento 852/2001, i controlli ufficiali nella fase di macellazione per le ispezioni ante mortem e post mortem.

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