Le uova: impariamo a leggere l’etichetta.

Sulle virtù salutistiche delle uova oggi sappiamo tutti già abbastanza e brevemente possiamo dire che sono un’ottima fonte proteica, di sali minerali (Fosforo e Potassio), Vitamine (A, E, D), Acidi grassi mono e polinsaturi (ma anche acidi grassi saturi), hanno azione ipocolesterolemizzante (stimolazione del colesterolo HDL noto come colesterolo buono; ma è anche presente il colesterolo LDL noto come colesterolo cattivo); hanno azione protettiva nel caso delle gastriti (con particolare riferimento a chi soffre di ulcere gastroduodenali), e il loro consumo è complessivamente consigliato per 2-3 volte alla settimana. Và ricordato che l’uovo è anche considerato un ALLERGENE.

Ci chiediamo però quali siano le informazioni importanti che il consumatore deve conoscere quando procede al loro acquisto.

CLASSIFICAZIONE DELLE UOVA

Categoria A extra

Categoria B (uova di seconda qualità o conservate)

Categoria C (uova declassate destinate all’industria alimentare)

Dal punto di vista commerciale la legge impone che non devono trascorrere più di due giorni tra deposizione e imballaggio. La freschezza delle uova la si desume dalla data di preferibile consumo che viene indicata sugli imballaggi sino ad un massimo di 28 giorni dalla data di deposizione. La dicitura “extra” può essere usata solo per le uova di categoria A, commercializzate entro il settimo giorno successivo alla data dell’imballaggio (o il nono giorno successivo alla deposizione).

TIPOLOGIE DI ALLEVAMENTO

Allevamento biologico (codice 0): le galline possono razzolare liberamente all’interno e all’esterno dei capannoni, su un terreno ricoperto da vegetazione e coltivato con metodo biologico. Le galline sono alimentate con cibi biologici, integrati al massimo con un 20% di mangimi convenzionali.

Allevamento all’aperto (codice 1): terreno all’aperto con vegetazione e 1 gallina per 4 metri quadrati;

Allevamento a terra (codice 2): terreno coperto in parte, rivestito di paglia, truciolato o sabbia e 9 galline per metro quadrato. Gli spazi dedicati all’acqua, ai mangimi ed ai nidi per le uova si trovano su una griglia rialzata.

Allevamento in gabbia (codice 3): le galline sono all’interno di capannoni chiusi e ben ventilati alloggiate in gabbie in file da 4 a 6 con una densità complessiva di 16-18 galline per metro quadrato.

Nei centri di imballaggio l’uovo assume le caratteristiche del prodotto che arriva al consumatore: le uova vengono siglate con un codice di rintracciabilità e confezionate. Questo codice, dal 1 Gennaio 2004 appare sul guscio delle uova e fornisce una serie di significative informazioni al consumatore:

 

Inoltre anche la confezione riporterà le informazioni di cui abbiamo parlato in precedenza come la categoria (A,B,C), la taglia (S,M,L,XL), scadenza.

ALCUNE CURIOSITA’ PER UNA VALUTAZIONE FAI DA TE DELLA FRESCHEZZA DELLE UOVA:

Infine alcune considerazioni che probabilmente meriterebbero un capitolo a parte per quanto riguarda gli OVOPRODOTTI, sempre più diffusi. In seguito alle crescenti esigenze dell’industria delle trasformazioni alimentari, assumono un’importanza sempre maggiore semilavorati funzionali liquidi o essicati (in polvere) che sia per la loro praticità che per un minor costo, sostituiscono le «tradizionali» uova, soprattutto nell’industria dolciaria. Agli ovoprodotti possono essere aggiunte anche altre sostanze alimentari ed alcuni additivi chimici. Gli additivi ammessi, in gran parte conservanti antimicrobici, sono: Acido sorbico E200, Sorbato di potassio E202, Sorbato di calcio E203, Acido benzoico E210, Benzoato di sodio E211, Benzoato di potassio E212, Solfato di alluminio E520 (consentito come coadiuvante nell’albume alla concentrazione di 30 mg/Kg), Citrato di trietile (consentito come coadiuvante nell’albume essiccato).

Le frodi più frequenti messe in luce dai controlli:

  • annacquamento dell’ovoprodotto;
  • miscelazione tra prodotto fresco e prodotto congelato o vecchio;
  • utilizzo di uova di specie diversa di quelle dichiarate;
  • uso di uova con residui di farmaci;
  • utilizzo di uova vecchie e non idonee (uova con muffe, feci, parassiti);
  • utilizzo di sostanze vietate per correggere il ph del prodotto;
  • aggiunta di carbonati per correggere l’odore dell’ovoprodotto;
  • utilizzo di coloranti ed altri additivi non consentiti;
  • utilizzo di uova di centrifuga e di schiacciamento;
  • utilizzo di uova embrionate;

Comments are closed.