Dal 31 gennaio 2021 obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima per i salumi

(Tratto dalla Gazzetta Ufficiale)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 6 agosto 2020

Disposizioni per l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate. (20A04874) (GU Serie Generale n.230 del 16-09-2020)

 

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011, relativo   alla   fornitura   di informazioni sugli alimenti ai   consumatori, che   modifica   i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n.  1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione;

Visto, in particolare, l’art. 2, paragrafo 2, lettera g) che identifica il luogo di provenienza con quello da cui  proviene l’alimento distinguendolo dal paese d’origine,  come  individuato  ai sensi degli articoli da 23 a 26 del regolamento (CEE) n. 2913/92;

Visto altresi’ l’art. 39, paragrafo 1, del citato regolamento  (UE) n. 1169/2011, che riconosce agli Stati membri la facolta’ di adottare disposizioni che richiedono ulteriori  indicazioni  obbligatorie  per tipi o categorie specifici di alimenti per motivi di:  a)  protezione della salute pubblica; b) protezione dei consumatori; c)  prevenzione delle frodi; d) protezione dei diritti di  proprieta’  industriale  e commerciale, delle indicazioni di  provenienza,  delle  denominazioni d’origine controllata e repressione della concorrenza sleale;

Visto inoltre l’art. 39, paragrafo 2, del citato  regolamento  (UE) n.  1169/2011  che  riconosce  agli  Stati  membri  la  facolta’   di introdurre disposizioni concernenti  l’indicazione  obbligatoria  del paese d’origine o del luogo  di  provenienza  degli  alimenti  previa verifica della percezione, da parte dei consumatori, del valore delle informazioni relative  alla  reputazione  dell’alimento  e  alla  sua provenienza;

Visto il regolamento (CE) n. 1337/2013  della  Commissione  del  13 dicembre 2013, che fissa le modalita’ di applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio  per  quanto riguarda  l’indicazione  del  paese  di  origine  o  del   luogo   di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate  di  animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili;

Visto il regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 della Commissione, del 28 maggio 2018, recante modalita’ di applicazione  dell’art.  26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e  del  Consiglio  relativo  alla  fornitura  di  informazioni  sugli alimenti   ai   consumatori,   per   quanto   riguarda    le    norme sull’indicazione del paese  d’origine  o  del  luogo  di  provenienza dell’ingrediente primario di un alimento;

Visto  l’art.  4,  della  legge  3  febbraio  2011,  n.  4  recante «Disposizioni in materia di etichettatura e di qualita’ dei  prodotti alimentari», come modificato dall’art.  3-bis  del  decreto-legge  14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge  11 febbraio 2019, n. 12, concernente «Disposizioni urgenti in materia di sostegno  e  semplificazione  per  le  imprese  e  per  la   pubblica amministrazione»;

Visto in particolare il comma 3 dell’art. 4 della citata  legge  n. 4/2011, come modificato dal decreto-legge 14 dicembre 2018,  n.  135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019,  n.  12, che prevede che con decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole alimentari, forestali e del turismo,  di  concerto  con  il  Ministro dello sviluppo economico e il Ministro della salute siano definiti  i casi in cui l’indicazione del luogo di provenienza e’ obbligatoria ai sensi dell’art. 39, paragrafo 1, lettera b), c) e d) del  regolamento (UE) n. 1169/2011;

Visto altresi’ il comma 3-bis dell’art. 4  della  citata  legge  n. 4/2011, come modificato dal decreto-legge 14 dicembre 2018,  n.  135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019,  n.  12, che prevede che con il decreto di cui al comma 3 siano individuate le categorie specifiche di alimenti per le quali e’ stabilito  l’obbligo dell’indicazione del luogo di  provenienza  ai  sensi  dell’art.  39, paragrafo 2 del regolamento (UE)  n.  1169/2011,  e  che  demanda  al Ministero  delle  politiche  agricole   alimentari,   forestali,   in collaborazione con l’Istituto di  servizi  per  il  mercato  agricolo alimentare (ISMEA) la  realizzazione  di  appositi  studi  diretti  a individuare la presenza di un nesso comprovato  tra  talune  qualita’ degli alimenti e la relativa provenienza, nonche’ a valutare in quale misura sia percepita come  significativa  l’indicazione  relativa  al luogo di provenienza e  quando  la  sua  omissione  sia  riconosciuta ingannevole;

Vista l’analisi del giugno 2019 svolta dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), nella quale viene  dimostrato il nesso fra la qualita’ dell’alimento carne suina e la  sua  origine italiana;

Considerato che tra i mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019 ISMEA ha avviato un’articolata indagine allo scopo di verificare la percezione da parte dei partecipanti alla consultazione del valore  riconosciuto alla indicazione della provenienza dell’alimento e della sua  materia prima in etichetta;

Considerato altresi’ che dai  principali  risultati  pubblicati  da ISMEA emerge che l’83% dei  partecipanti  alla  consultazione  indica l’utilizzo dell’ingrediente italiano come l’elemento  prioritario  da considerare quando si sceglie un prodotto alimentare e che  oltre  il 95% dei partecipanti  richiede  la  chiara  e  leggibile  indicazione dell’origine della materia prima in etichetta;

Considerata la necessita’, anche sulla  base  dei  risultati  della consultazione pubblica di ISMEA, di fornire ai consumatori un  quadro informativo piu’ completo sugli alimenti;

Considerata l’importanza attribuita alla reputazione  dei  prodotti al fine di garantire una maggiore trasparenza verso i consumatori;

Ritenuto    pertanto    opportuno    predisporre     il     decreto interministeriale previsto dalla citata legge n. 4/2011  al  fine  di definire le modalita’  di  indicazione  obbligatoria  di  provenienza nell’etichettatura di alcune categorie specifiche di alimenti;

Sentite le organizzazioni maggiormente  rappresentative  a  livello nazionale  nei  settori  della  produzione  e  della   trasformazione agroalimentare;

Acquisiti i pareri  della  Commissione  XIII  –  Agricoltura  della Camera dei deputati in data 26 febbraio 2020 e della Commissione 9ª – Agricoltura del Senato della Repubblica in data 26 febbraio 2020;

Espletata favorevolmente la procedura di notifica di  cui  all’art. 45  del  citato  regolamento  (UE)  n.  1169/2011   unitamente   alla trasmissione   alla   Commissione   europea   dei   risultati   delle consultazioni effettuate e degli studi eseguiti;

Acquisita l’intesa della Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281  nella  seduta  del  18 dicembre 2019;

 

Decreta:

 

Art. 1. Definizioni

  1. Ai fini del  presente  decreto  si  applicano  le  definizioni seguenti: a) «carni di ungulati domestici» di cui al  regolamento  (CE)  n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 aprile  2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale; b) «carni macinate», «carni separate meccanicamente», «prodotti a base di carne» e «preparazioni di carni» di cui al  regolamento  (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  20  aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di  igiene  per  gli alimenti di origine animale.

Art. 2. Ambito di applicazione

  1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 4 della  legge  3 febbraio  2011,  n.  4,   come   modificato   dall’art.   3-bis   del decreto-legge   14   dicembre   2018,   n.   135,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 11 febbraio  2019,  n.  12,  definisce  le modalita’ di indicazione obbligatoria del luogo di provenienza di cui all’art. 2, paragrafo 2, lettera g) del regolamento (UE) n. 1169/2011 per i seguenti alimenti: a) carni di  ungulati  domestici  della  specie  suina  macinate, separate meccanicamente, preparazioni di carni  suine  e  prodotti  a base di carne suina.
  2. Il presente decreto non si applica alle indicazioni geografiche protette a norma  dei  regolamenti  1151/2012/UE  e  1308/2013/UE  o protette in virtu’ di accordi internazionali.

Art. 3. Modalita’ di indicazione del luogo di provenienza nella etichettatura

  1. Al fine di assicurare una corretta e completa informazione  ai consumatori, rafforzare la prevenzione e la repressione  delle  frodi alimentari e della concorrenza sleale, nonche’ la tutela dei  diritti di proprieta’  industriale  e  commerciale  anche  delle  indicazioni geografiche semplici, e’ obbligatorio riportare nelle  etichette  dei prodotti di cui all’art. 2 l’indicazione  del  luogo  di  provenienza della carne suina con le modalita’ di cui all’art. 4.
  2. L’indicazione del luogo di provenienza della  carne  suina  e’ apposta in etichetta nel campo visivo principale ed  e’  stampata  in modo da risultare facilmente visibile e chiaramente  leggibile.  Essa non deve  essere  in  nessun  modo  nascosta,  oscurata,  limitata  o separata da altre indicazioni scritte o grafiche o da altri  elementi suscettibili di interferire. Le medesime indicazioni sono stampate in caratteri la cui  parte  mediana  (altezza   della   x),   definita nell’allegato IV del regolamento (UE) n. 1169/2011, non e’ inferiore a 1,2 millimetri.
  3. Nel caso di imballaggi o contenitori la cui superficie maggiore misura meno di 80  cm²,  l’altezza  della  x  della  dimensione  dei caratteri di cui al comma 2 e’ pari o superiore a 0,9 mm.

Art. 4. Disposizioni in materia di etichettatura obbligatoria della carne di specie suina trasformata

  1. L’indicazione del luogo di  provenienza  delle  carni  di  cui all’art. 2 include le seguenti informazioni: «Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali)»; «Paese di allevamento:  (nome  del  paese  di  allevamento  degli animali)»; «Paese di  macellazione:  (nome  del  paese  in  cui  sono  stati macellati gli animali)».
  2. Quando la carne proviene da suini nati, allevati  e  macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine puo’  apparire  nella forma: «Origine: (nome del paese)». La dicitura  «100%  italiano»  e’ utilizzabile solo  quando ricorrano le condizioni del presente comma e la  carne  e’  proveniente  da  suini  nati,  allevati,  macellati  e trasformati in Italia.
  3. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o  piu’  Stati   membri   dell’Unione   europea,   l’indicazione dell’origine puo’ apparire nella forma: «Origine: UE».
  4. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o piu’  Stati  non  membri  dell’Unione  europea,  l’indicazione dell’origine puo’ apparire nella forma: «Origine: extra UE».
  5. Qualora l’indicazione  dell’origine  di  cui  al  comma  1  si riferisca a piu’ di uno Stato, il riferimento al nome del paese  puo’ essere sostituito dai termini «UE», «extra Ue» o «UE o extra  UE»,  a seconda dei casi.

Art. 5. Controlli e sanzioni

  1. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni  delle disposizioni relative all’indicazione obbligatoria della  provenienza previste dal presente decreto e dai decreti attuativi,  si  applicano le sanzioni previste dal decreto legislativo  15  dicembre  2017,  n. 231.
  2. Restano ferme le competenze  spettanti  all’Autorita’  garante della concorrenza e del mercato ai sensi del  decreto  legislativo  2 agosto 2007, n. 145, e del decreto legislativo 6 settembre  2005,  n. 206, e quelle spettanti,  ai  sensi  della  normativa  vigente,  agli organi preposti all’accertamento delle violazioni.
  3. I soggetti che svolgono attivita’ di controllo sono tenuti agli obblighi di riservatezza sulle informazioni acquisite in conformita’ alla vigente legislazione.

Art. 6. Clausola di mutuo riconoscimento

  1. Le disposizioni del  presente  decreto  non  si  applicano  ai prodotti di cui all’art. 2 legalmente fabbricati  o  commercializzati in un altro Stato membro dell’Unione europea o in Turchia  o  in  uno Stato parte contraente dell’accordo sullo Spazio economico europeo.

Art. 7. Disposizioni transitorie

  1. Il presente decreto si applica fino al 31 dicembre 2021, in via sperimentale.
  2. I prodotti di cui all’art. 2, che non soddisfano i requisiti di cui al presente decreto, immessi sul  mercato  o  etichettati  prima dell’entrata in vigore dello stesso, possono essere  commercializzati fino ad esaurimento delle scorte o, comunque,  entro  il  termine  di conservazione previsto in etichetta.
  3. Il presente decreto  e’  trasmesso  al  competente  organo  di controllo,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica italiana ed entra in vigore dopo sessanta giorni dalla data della sua pubblicazione.

 

Roma, 6 agosto 2020

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Bellanova

Il Ministro dello sviluppo economico Patuanelli

Il Ministro della salute Speranza

Registrato alla Corte dei conti il 3 settembre 2020 Ufficio  di  controllo  sugli  atti  del  Ministero  dello   sviluppo economico e del Ministero delle politiche agricole, reg. n. 827

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